Arte&Stile

Il Canova alle Gallerie d'Italia

I bassorilievi della collezione Rezzonico

di Lavinia Colonna Preti
I Bassorilievi del Canova e le Gallerie d’Italia — Lombardia Secrets

Le sale dedicate ad Antonio Canova alle Gallerie d’Italia custodiscono, assieme alla Gypsotheca di Possagno e al Museo Correr di Venezia, le più importanti collezioni al mondo del genio del neoclassicismo.

Nel polo museale di Intesa San Paolo si trovano, infatti, tredici bassorilievi in gesso, capolavori di proprietà della Fondazione Cariplo, che furono collezionati da Abbondio Rezzonico, senatore di Roma, nipote di Clemente XIII e discendente di una delle più importanti famiglie veneziane, per la sua villa di Bassano del Grappa.

Abbondio conosce Canova a Roma nel 1778 e, da fine amante dell’arte e mecenate, ne diventa committente ed amico. Nel 1783 allo scultore viene affidato l’incarico, proprio da Abbondio e i fratelli Carlo e Giovanni Battista, per il monumento funebre a papa Clemente XIII, loro zio, ed è proprio durante la realizzazione di quest’opera che, per diletto, il Canova inizia a lavorare alle serie di bassorilievi. Tale tecnica in gesso permette, infatti, all’artista di ispirarsi all’arte classica con uno stile e un linguaggio completamente inediti, molto innovativi per l’epoca.

I Bassorilievi del Canova e le Gallerie d’Italia — Lombardia Secrets

Canova realizza intorno al 1793 i primi tre bassorilievi ispirati alla Carità e alla Speranza, calchi delle figure scolpite sul sarcofago di Clemente XIII, e alla Giustizia. Quest’ultimo è il soggetto più prezioso in quanto costituisce uno studio originale dell’artista che non compare nella realizzazione finale del monumento funebre.

Seguono i bassorilievi dedicati all’Iliade e all’Odissea, poemi classici riscoperti all’epoca in cui Canova opera a Roma, e che gli venivano letti per passatempo mentre lavorava. Tra i vari temi, sono davvero stupendi gli episodi in cui Achille restituisce la schiava Briseide (e qui ricordiamo che il Canova ci ha regalato i lati B più belli della storia dell’arte) e la Danza dei figli di Alcinoo.

La serie successiva è dedicata al Fedone di Socrate, probabilmente ispirata dall’amicizia di Canova con lo scrittore Melchiorre Cesarotti che traduce l’Apologia di Socrate, tra cui i commoventi soggetti Socrate che beve la Cicuta e Critone che chiude gli occhi a Socrate. L’ultima raffigura le allegorie Dar da mangiare agli affamati e Insegnare agli ignoranti, forse commissionate dal Rezzonico per la scuola per l’educazione dei bambini che doveva sorgere nella sua villa bassanese.

Anche se ogni bassorilievo era pensato per rimanere un pezzo unico (le forme con cui erano realizzati venivano poi distrutte), essi divennero così popolari che Canova realizzò diverse serie per le più importanti famiglie nobiliari dell’epoca.

I Bassorilievi del Canova e le Gallerie d’Italia — Lombardia Secrets
I Bassorilievi del Canova e le Gallerie d’Italia — Lombardia Secrets

I capolavori del Canova non sono certo l’unico motivo per visitare il bellissimo polo museale che nasce dall’unione di varie sedi monumentali: il settecentesco Palazzo Brentani, Palazzo Anguissola Antona Traversi, definito nel 1841 “La casa forse la più ammirata di Milano” dopo essere stato rinnovato tra il 1775 e il 1778 e trasformato in uno dei più eleganti palazzi nobiliari della città, il giardino che apparteneva all’adiacente Casa di Alessandro Manzoni, e gli spazi dell’ex Banca Commerciale Italiana (compresi i suoi suggestivi sotterranei ed il caveau, aperti per visite speciali).

Stupenda la galleria dell’800 con le sale dedicate al Romanticismo e Francesco Hayez, del quale il museo detiene opere importanti, e il Cantiere del ’900 che ospita le opere del XX e XXI secolo di Intesa Sanpaolo, tra cui capolavori di Giorgio De Chirico, Lucio Fontana e Mimmo Rotella.

Tutta questa meraviglia offre anche una pausa gourmet. Le Gallerie ospitano, infatti, Voce Aimo e Nadia – ristorante, bistrot, caffetteria e gelateria – e Voce in Giardino. Le creazioni all’insegna del meglio della cucina italiana a firma degli chef Dario Pisani e Alessandro Laganà si possono degustare proprio nel bellissimo giardino che fu di Alessandro Manzoni. Situato tra la casa del celebre scrittore e Palazzo Anguissola Antona Traversi, è un’oasi verde nel cuore di Milano decorata con fontane, busti di ispirazione neoclassica e sculture di artisti quali Joan Miró, Giò Pomodoro, Jean Arp e Pietro Cascella.

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